Storia della danza
Son
Il SON è una miscela di ritmi africani , spagnoli e indigeni.
Questo genere musicale nacque nelle campagne della parte orientale di Cuba nella seconda metà del 900 . Tale musica è tutt’oggi chiamata “ musica guajira” cioè musica contadina .E’ un genere musicale che presenta diverse varietà a seconda dei luoghi in cui viene eseguito.
Le differenze possono riguardare la forma e l’espressione delle strofe o i passi della danza. Accompagnato tradizionalmente da tromba chitarra bongos e maracas è caratterizzato da una frase cantata da una voce solista ed è noto in Occidente grazie alle interpretazioni di Celia Cruz , Compay Segundo e Omara Portuondo.
Dopo la rivoluzione del 1959 e l’esilio di molti musicisti cubani negli Stati Uniti il Son inizio’ a miscelarsi con altri generi musicali che avrebbero poi dato vita alla Salsa.
http://www.youtube.com/watch?v=6JEdf7XsV5g
Questo genere musicale nacque nelle campagne della parte orientale di Cuba nella seconda metà del 900 . Tale musica è tutt’oggi chiamata “ musica guajira” cioè musica contadina .E’ un genere musicale che presenta diverse varietà a seconda dei luoghi in cui viene eseguito.
Le differenze possono riguardare la forma e l’espressione delle strofe o i passi della danza. Accompagnato tradizionalmente da tromba chitarra bongos e maracas è caratterizzato da una frase cantata da una voce solista ed è noto in Occidente grazie alle interpretazioni di Celia Cruz , Compay Segundo e Omara Portuondo.
Dopo la rivoluzione del 1959 e l’esilio di molti musicisti cubani negli Stati Uniti il Son inizio’ a miscelarsi con altri generi musicali che avrebbero poi dato vita alla Salsa.
http://www.youtube.com/watch?v=6JEdf7XsV5g
Salsa
Dopo l’arrivo dei musicisti cubani esiliati negli Stati Uniti dopo la rivoluzione del 1959 , è nei ghetti di New York già abitati dai portoricani che prende vita la SALSA.
Era una musica nata in quei luoghi, dove si viveva in una povertà infinita e dove solo la musica poteva mantenere unite le loro comunità.
Moltissimi sono infatti i musicisti Portoricani che hanno dato vita alla Salsa...Infatti si dice che : "la Salsa è nata nel barrio latino( quartiere latino ) di N.Y., da madre cubana e da padre portoricano"
Dopo la rivoluzione cubana, N.Y. divenne il punto di riferimento di tutti quei musicisti latini che volevano trovare successo.La Grande Mela con tutti i suoi locali, teatri e le industrie discografiche, rappresentava una meta per lo sviluppo della musica latino-americana.
New York era l'unica città in grado di ampliare e sperimentare la nuova onda sonora.Pero’ bisognava dare un nome a questa fusione di ritmi, per diffonderla nel mondo...Salsa era tutta quella musica suonata con energia, calore e passione ed il termine "Salsa", non fu altro che una trovata commerciale e pubblicitaria.
E'una danza molto sensuale, fatta di seduzione e che si balla in coppia.
Lo stile venezuelano come il colombiano è piu' semplice e non richiede particolare studio pur essendo molto elegante e seduttivo.E' caratterizzato dal marcare il tempo sul posto tenedosi teneramente abbracciati e muovendo in modo sensuale il bacino.
Invece lo stile Cubano è piu' complesso, caratterizzato dall'esecuzione di "figure" e comunque anch'esso molto sensuale.
Richiede studio e pratica e comunque è decisamente lo stile di salsa piu' coinvolgente ed è quello che infatti si vede ballare di piu' nei locali e nelle scuole.Questi ballo latino-americani hanno avuto il grande merito di creare un modo diverso di "vivere la discoteca", di ballare in coppia e socializzare.
http://www.youtube.com/watch?v=9cPupSpP7fg
Era una musica nata in quei luoghi, dove si viveva in una povertà infinita e dove solo la musica poteva mantenere unite le loro comunità.
Moltissimi sono infatti i musicisti Portoricani che hanno dato vita alla Salsa...Infatti si dice che : "la Salsa è nata nel barrio latino( quartiere latino ) di N.Y., da madre cubana e da padre portoricano"
Dopo la rivoluzione cubana, N.Y. divenne il punto di riferimento di tutti quei musicisti latini che volevano trovare successo.La Grande Mela con tutti i suoi locali, teatri e le industrie discografiche, rappresentava una meta per lo sviluppo della musica latino-americana.
New York era l'unica città in grado di ampliare e sperimentare la nuova onda sonora.Pero’ bisognava dare un nome a questa fusione di ritmi, per diffonderla nel mondo...Salsa era tutta quella musica suonata con energia, calore e passione ed il termine "Salsa", non fu altro che una trovata commerciale e pubblicitaria.
E'una danza molto sensuale, fatta di seduzione e che si balla in coppia.
Lo stile venezuelano come il colombiano è piu' semplice e non richiede particolare studio pur essendo molto elegante e seduttivo.E' caratterizzato dal marcare il tempo sul posto tenedosi teneramente abbracciati e muovendo in modo sensuale il bacino.
Invece lo stile Cubano è piu' complesso, caratterizzato dall'esecuzione di "figure" e comunque anch'esso molto sensuale.
Richiede studio e pratica e comunque è decisamente lo stile di salsa piu' coinvolgente ed è quello che infatti si vede ballare di piu' nei locali e nelle scuole.Questi ballo latino-americani hanno avuto il grande merito di creare un modo diverso di "vivere la discoteca", di ballare in coppia e socializzare.
http://www.youtube.com/watch?v=9cPupSpP7fg
Rueda de Casino
A Cuba il ballo da noi chiamato Salsa è conosciuto con il nome Casino da ciò deriva quello che si conosce come Rueda de Casino, una formazione di varie coppie che guidate da un leader compiono coreografie, figure e cambi di coppia.
La sua origine è nella Contraddanza Francese che nel secolo XVIII era di moda e piaceva molto a Cuba all’alta borghesia .
Per ballare la Rueda de Casino si necessita di almeno due coppie e si può arrivare a venti, trenta e anche di più, l’importante è che tutti conoscano i nomi delle figure che il leader chiamerà. Affinché la Rueda venga bella non è importante fare molte figure e molto complicate.
La capacità del leader si dimostra col chiamare con creatività i comandi con frasi e talvolta con piccole storie che permettono di creare un ballo divertente e dinamico.
Questo modo di ballare la salsa ha un aspetto di competizione molto interessante nel quale il leader soprattutto se sono molte coppie prova a dare i comandi delle figure in maniera un po’ confusa .
Le coppie devono rispondere ballando nel modo il più possibile in base ai comandi del leader. Le coppie che si sbagliano devono uscire dalla Rueda.
La Rueda è un ballo di quartiere ed in ogni quartiere c’è un leader favorito che chiama le figure in maniera diversa rispetto a quelle di un altro quartiere.
A Cuba è comune che nei giorni di festa o al Carnevale ogni quartiere balla la sua Rueda e quella che balla meglio con maggior fluidità sbagliandosi meno sarà la vincitrice
http://www.youtube.com/watch?v=J_Yk03vge2c
La sua origine è nella Contraddanza Francese che nel secolo XVIII era di moda e piaceva molto a Cuba all’alta borghesia .
Per ballare la Rueda de Casino si necessita di almeno due coppie e si può arrivare a venti, trenta e anche di più, l’importante è che tutti conoscano i nomi delle figure che il leader chiamerà. Affinché la Rueda venga bella non è importante fare molte figure e molto complicate.
La capacità del leader si dimostra col chiamare con creatività i comandi con frasi e talvolta con piccole storie che permettono di creare un ballo divertente e dinamico.
Questo modo di ballare la salsa ha un aspetto di competizione molto interessante nel quale il leader soprattutto se sono molte coppie prova a dare i comandi delle figure in maniera un po’ confusa .
Le coppie devono rispondere ballando nel modo il più possibile in base ai comandi del leader. Le coppie che si sbagliano devono uscire dalla Rueda.
La Rueda è un ballo di quartiere ed in ogni quartiere c’è un leader favorito che chiama le figure in maniera diversa rispetto a quelle di un altro quartiere.
A Cuba è comune che nei giorni di festa o al Carnevale ogni quartiere balla la sua Rueda e quella che balla meglio con maggior fluidità sbagliandosi meno sarà la vincitrice
http://www.youtube.com/watch?v=J_Yk03vge2c
Flamenco
Passione turbolenta e frenetica magia. Il flamenco è un baile ma è anche musica, canto e poesia. La poesia del corpo, il ritmo del respiro e il battito di una sensualità raffinata e a volte selvaggia.
Il flamenco nasce in Andalusia, ultimo lembo di Spagna a due passi dall’Africa, terra di invasioni e miscuglio di etnie arabe e gitane. E proprio ai gitani è stata universalmente attribuita la paternità di questa ammaliante danza. Ma l’avventura del flamenco non ha un percorso così semplice. Il racconto può iniziare quando i gitani fecero la loro apparizione in Spagna verso la metà del 1400.
Per tutto il secolo, e buona parte di quello seguente, fu loro imposto di esercitare solo il mestiere di braccianti agricoli, ma il popolo gitano, ballerino e musicista nell’anima, non rinunciò alla sua vocazione per la musica e la danza e continuò a praticarle entrambe, spesso in clandestinità e con la complicità della popolazione locale. Assimilò così tutti i balli andalusi ed africani e i vari stili musicali autoctoni, tra cui fandango, jaleo e seguidilla, creando nuove forme musicali e coreiche.
Il flamenco si sviluppò su un terreno ispirativo i cui temi erano le difficoltà della vita, il destino avverso, l’amore contrastato e la morte. Le cose cominciarono a migliorare nel 1784 quando il governo concesse ai gitani la libertà di movimento, e soprattutto la libertà di esercitare apertamente la musica e la danza. Sul flamenco riuscirono così a costruire una forte identità culturale.
Poiché dal punto di vista della melodia nella musica flamenca e soprattutto nel canto si ravvisa una forte affinità con la vocalità spirituale araba, è stato quasi inevitabile per i musicologi provare a teorizzare la composizione altrettanto araba del cantante stesso. I movimenti della danza invece sono diretta emanazione delle tradizioni coreiche andaluse e in particolare del fandango. Un’altra teoria vuole che il flamenco cantato derivi dal canto hondo, un canto popolare che i gitani andalusi avrebbero creato su basi musicali ebraiche.
Il flamenco è un ballo individuale che si balla in coppia, in pratica è un ballo di coppia a distanza. Nel baile la dama è libera, forte dei movimenti erotici delle anche e impreziosisce la performance con le complicate figurazioni delle mani e delle braccia, l’esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la spinta verso l’alto insieme al vorticoso movimento delle gonne. I movimenti del partner, che esprimono comunque forza, sicurezza e determinazione, sono però più pacati, contribuendo così a mettere in risalto l’esibizione della dama. Le regole scritte di questo ballo sono poche, ma il suo fascino sta nella capacità di interpretazione personale.
Il flamenco è un’arte difficile, proprio perché il ballerino deve possedere una grande padronanza di un linguaggio del corpo, fatto di pochi segni convenzionali ma di grande capacità individuale di trasmettere emozioni. I movimenti dei piedi, importantissimi, sono stati accuratamente codificati, ma i movimenti del corpo sono concepiti liberamente e hanno un peso decisivo sull’effetto complessivo della performance. Tutto il corpo è coinvolto, compreso lo sguardo che diventa veicolo delle emozioni che si vogliono rappresentare, così come le contrazioni del volto, che devono essere a tempo con la musica, per cui è importantissima l’intesa tra danzatori e musicisti.
Esiste un rapporto particolare fra la parte cantata, la musica e l’esecuzione coreica, che si alternano: per esempio durante il momento musicale la chitarra diventa protagonista, il ballo si raffredda, il canto tace. Durante il momento cantato, invece, assume rilevanza il significato profondo del testo poetico. La sequenza di questi tre momenti, di volta in volta concordata fra ballerino e suonatore, è una sequenza variabile ma comunque è congegnata in modo da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo il tempo necessario.
Passi di tacco
I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori. Nel flamenco odierno si distinguono due stili. Uno è quello classico, composto, dove ha importanza la ricerca dell’eleganza formale ed estetica. Il secondo, più vicino alle origini gitane, è fatto di improvvisazione, intuito, istinto, scatti eccessivi e repentini. I passi del flamenco hanno avuto nel corso della storia un’evoluzione continua. Per cui il baile odierno è molto diverso da quello delle origini.
Uno dei movimenti dei piedi più significativi, fra quelli codificati fino ad oggi, è lo zapateado (da zapato, scarpa) ovvero la percussione ritmica delle scarpe sul pavimento che produce suoni differenziati a seconda che si batta il tacco, la pianta o la punta. Lo zapateado si distingue in redoble, di breve durata, e cobilla, di durata prolungata. Desplantes è invece la cascata di passi a percussione potenziata; punteado è una serie di passetti leggeri, concepiti per lasciare il primo piano all’esecuzione musicale della chitarra.
http://www.youtube.com/watch?v=xxfwm9N1L_4
Il flamenco nasce in Andalusia, ultimo lembo di Spagna a due passi dall’Africa, terra di invasioni e miscuglio di etnie arabe e gitane. E proprio ai gitani è stata universalmente attribuita la paternità di questa ammaliante danza. Ma l’avventura del flamenco non ha un percorso così semplice. Il racconto può iniziare quando i gitani fecero la loro apparizione in Spagna verso la metà del 1400.
Per tutto il secolo, e buona parte di quello seguente, fu loro imposto di esercitare solo il mestiere di braccianti agricoli, ma il popolo gitano, ballerino e musicista nell’anima, non rinunciò alla sua vocazione per la musica e la danza e continuò a praticarle entrambe, spesso in clandestinità e con la complicità della popolazione locale. Assimilò così tutti i balli andalusi ed africani e i vari stili musicali autoctoni, tra cui fandango, jaleo e seguidilla, creando nuove forme musicali e coreiche.
Il flamenco si sviluppò su un terreno ispirativo i cui temi erano le difficoltà della vita, il destino avverso, l’amore contrastato e la morte. Le cose cominciarono a migliorare nel 1784 quando il governo concesse ai gitani la libertà di movimento, e soprattutto la libertà di esercitare apertamente la musica e la danza. Sul flamenco riuscirono così a costruire una forte identità culturale.
Poiché dal punto di vista della melodia nella musica flamenca e soprattutto nel canto si ravvisa una forte affinità con la vocalità spirituale araba, è stato quasi inevitabile per i musicologi provare a teorizzare la composizione altrettanto araba del cantante stesso. I movimenti della danza invece sono diretta emanazione delle tradizioni coreiche andaluse e in particolare del fandango. Un’altra teoria vuole che il flamenco cantato derivi dal canto hondo, un canto popolare che i gitani andalusi avrebbero creato su basi musicali ebraiche.
Il flamenco è un ballo individuale che si balla in coppia, in pratica è un ballo di coppia a distanza. Nel baile la dama è libera, forte dei movimenti erotici delle anche e impreziosisce la performance con le complicate figurazioni delle mani e delle braccia, l’esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la spinta verso l’alto insieme al vorticoso movimento delle gonne. I movimenti del partner, che esprimono comunque forza, sicurezza e determinazione, sono però più pacati, contribuendo così a mettere in risalto l’esibizione della dama. Le regole scritte di questo ballo sono poche, ma il suo fascino sta nella capacità di interpretazione personale.
Il flamenco è un’arte difficile, proprio perché il ballerino deve possedere una grande padronanza di un linguaggio del corpo, fatto di pochi segni convenzionali ma di grande capacità individuale di trasmettere emozioni. I movimenti dei piedi, importantissimi, sono stati accuratamente codificati, ma i movimenti del corpo sono concepiti liberamente e hanno un peso decisivo sull’effetto complessivo della performance. Tutto il corpo è coinvolto, compreso lo sguardo che diventa veicolo delle emozioni che si vogliono rappresentare, così come le contrazioni del volto, che devono essere a tempo con la musica, per cui è importantissima l’intesa tra danzatori e musicisti.
Esiste un rapporto particolare fra la parte cantata, la musica e l’esecuzione coreica, che si alternano: per esempio durante il momento musicale la chitarra diventa protagonista, il ballo si raffredda, il canto tace. Durante il momento cantato, invece, assume rilevanza il significato profondo del testo poetico. La sequenza di questi tre momenti, di volta in volta concordata fra ballerino e suonatore, è una sequenza variabile ma comunque è congegnata in modo da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo il tempo necessario.
Passi di tacco
I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori. Nel flamenco odierno si distinguono due stili. Uno è quello classico, composto, dove ha importanza la ricerca dell’eleganza formale ed estetica. Il secondo, più vicino alle origini gitane, è fatto di improvvisazione, intuito, istinto, scatti eccessivi e repentini. I passi del flamenco hanno avuto nel corso della storia un’evoluzione continua. Per cui il baile odierno è molto diverso da quello delle origini.
Uno dei movimenti dei piedi più significativi, fra quelli codificati fino ad oggi, è lo zapateado (da zapato, scarpa) ovvero la percussione ritmica delle scarpe sul pavimento che produce suoni differenziati a seconda che si batta il tacco, la pianta o la punta. Lo zapateado si distingue in redoble, di breve durata, e cobilla, di durata prolungata. Desplantes è invece la cascata di passi a percussione potenziata; punteado è una serie di passetti leggeri, concepiti per lasciare il primo piano all’esecuzione musicale della chitarra.
http://www.youtube.com/watch?v=xxfwm9N1L_4
Reggaeton
Il reggaeton non è altro che un mix di rap e reggae. Il reggaeton è nato in Jamaica negli anni ’70 e con il passare del tempo si è fuso con altri ritmi. Panama è stato il primo paese dove si è cantato “reggae” in spagnolo con “Chico man” nel 1985, mentre Portorico è stato il primo luogo dove si è cantato “Rap” in spagnolo con “Vico C”, nello stesso anno.
Con il passare del tempo, i panamensi continuarono a cantare canzoni jamaicane conservando le stesse melodie e formato musicale, ma con testi differenti, mentre a Porto Rico andava di moda il rap sul modello Stati Uniti, canzoni originali e con testi in spagnolo.
Nel 1993-1994 le cose iniziano a cambiare, i giovani che erano cresciuti con il rap della vecchia scuola. come Vico C, cominciano ad ascoltare le versioni strumentali di canzoni conosciute del rap americano attuali a quell’epoca e di reggae jamaicano.
Alla fine del 1994 nascono le prime due produzioni di reggae/rap in spagnolo “The Noise” e “Playero 37”, queste canzoni parlavano della violenza nelle strade. Portorico seguì l’idea di Panama, cantando canzoni reggae in inglese ma con alcune parole in spagnolo, fenomeno che si ritroverà anche nel rap.
Da quel momento, il reggae non fu più lo stesso, perché i gruppi iniziarono a mescolare i ritmi. A Panama nacque un modo di cantare, diverso da quello di Porto Rico, poiché i contenuti erano privi di doppi sensi. Panamensi e Portoricani iniziarono a dividersi le scene, ma non durò molto, infatti nel 1998 sparisce la presenza portoricana a Panama.
Portorico continuava a diffondere questo ritmo così contagioso, si affermavano così alcuni artisti come: Don Omar, Ivy Queen, Hector y Tito, Daddy Yankee. Così il reggaeton continuò ad accrescere la sua popolarità e si esportò in tutti i Paesi dell’America Latina conquistando gli applausi del pubblico statunitense.
Oggi il reggaeton è un genere musicale che trionfa in molti Paesi come: Venezuela, Colombia, Messico, Argentina, Spagna, Repubblica Domenicana, USA, Porto Rico e Cuba .
Il reggaeton è stato causa di una certa polemica per via di alcune liriche esplicite e dello svilimento della figura femminile; i sostenitori del genere ritengono questo fenomeno alquanto marginale, ribattendo che la maggior parte delle liriche reggaeton non fanno riferimento a contenuti espliciti, violenza e misoginia. Ulteriore polemica è causata dal perreo, un ballo con i tratti sessuali espliciti, associato con musica del reggaeton.
Il reggaeton ha avuto da subito grandi fans da tutto il mondo grazio al suo originale ritmo e al suo ballo scatenato.
http://www.youtube.com/watch?v=kShbdgxByjQ
Con il passare del tempo, i panamensi continuarono a cantare canzoni jamaicane conservando le stesse melodie e formato musicale, ma con testi differenti, mentre a Porto Rico andava di moda il rap sul modello Stati Uniti, canzoni originali e con testi in spagnolo.
Nel 1993-1994 le cose iniziano a cambiare, i giovani che erano cresciuti con il rap della vecchia scuola. come Vico C, cominciano ad ascoltare le versioni strumentali di canzoni conosciute del rap americano attuali a quell’epoca e di reggae jamaicano.
Alla fine del 1994 nascono le prime due produzioni di reggae/rap in spagnolo “The Noise” e “Playero 37”, queste canzoni parlavano della violenza nelle strade. Portorico seguì l’idea di Panama, cantando canzoni reggae in inglese ma con alcune parole in spagnolo, fenomeno che si ritroverà anche nel rap.
Da quel momento, il reggae non fu più lo stesso, perché i gruppi iniziarono a mescolare i ritmi. A Panama nacque un modo di cantare, diverso da quello di Porto Rico, poiché i contenuti erano privi di doppi sensi. Panamensi e Portoricani iniziarono a dividersi le scene, ma non durò molto, infatti nel 1998 sparisce la presenza portoricana a Panama.
Portorico continuava a diffondere questo ritmo così contagioso, si affermavano così alcuni artisti come: Don Omar, Ivy Queen, Hector y Tito, Daddy Yankee. Così il reggaeton continuò ad accrescere la sua popolarità e si esportò in tutti i Paesi dell’America Latina conquistando gli applausi del pubblico statunitense.
Oggi il reggaeton è un genere musicale che trionfa in molti Paesi come: Venezuela, Colombia, Messico, Argentina, Spagna, Repubblica Domenicana, USA, Porto Rico e Cuba .
Il reggaeton è stato causa di una certa polemica per via di alcune liriche esplicite e dello svilimento della figura femminile; i sostenitori del genere ritengono questo fenomeno alquanto marginale, ribattendo che la maggior parte delle liriche reggaeton non fanno riferimento a contenuti espliciti, violenza e misoginia. Ulteriore polemica è causata dal perreo, un ballo con i tratti sessuali espliciti, associato con musica del reggaeton.
Il reggaeton ha avuto da subito grandi fans da tutto il mondo grazio al suo originale ritmo e al suo ballo scatenato.
http://www.youtube.com/watch?v=kShbdgxByjQ
Reggaeton cubano
L’origine del Reggaeton cubano è segnata da diversi gruppi di Cuba a partire dal 1999. Lo stile venne ripreso dall’America Latina, in particolare da Porto Rico. La prima band nota per il nuovo stile musicale si chiamava SBS, molto amata tra i giovani cubani perché mostrava un nuovo stile originale, un rap con influenze portoricane mischiato alla musica cubana. Successivamente si costituirono altri gruppi famosi in tutto il paese, come Candiman, che con uno stile assolutamente originale riuscì ad entrare nelle top ten. La musica di Candiman aveva un’influenza giamaicana, vista la sua provenienza dalla zona orientale di Cuba (Santiago de Cuba).
Dopo il 2000 molti gruppi come El Medico, Tegno Caribe, Triangolo Oscuro, Máxima Alerta, Pandalla X, Concepto, Baby Lore e El Insurrecto, Gente de zona, Eddy K riuscirono a farsi strada tra il grande pubblico.
Molti di loro hanno acquistato fama mondiale. Questi gruppi mischiano il reggae con la musica delle loro radici cubane, dando vita al tipico sound del reggae cubano. I testi del reggae dell’America Latina sono caratterizzati da parole di discriminazione e disprezzo, elemento abbastanza comune anche nell’Hip Hop.
La maggior parte delle band cubane non riprende invece questo stile, interpretando piuttosto nelle loro canzoni temi come la gioia di vivere cubana, l’amore, il ballo e la festa. Questo è anche ciò che il suo pubblico ama e che nei carnevali, nei party e nelle discoteche accompagna la voglia di far festa. I gruppi cubani creano continuamente nuova musica e lavorano incessantemente per avere il riconoscimento tra il pubblico internazionale.
http://www.youtube.com/watch?v=kShbdgxByjQ
Dopo il 2000 molti gruppi come El Medico, Tegno Caribe, Triangolo Oscuro, Máxima Alerta, Pandalla X, Concepto, Baby Lore e El Insurrecto, Gente de zona, Eddy K riuscirono a farsi strada tra il grande pubblico.
Molti di loro hanno acquistato fama mondiale. Questi gruppi mischiano il reggae con la musica delle loro radici cubane, dando vita al tipico sound del reggae cubano. I testi del reggae dell’America Latina sono caratterizzati da parole di discriminazione e disprezzo, elemento abbastanza comune anche nell’Hip Hop.
La maggior parte delle band cubane non riprende invece questo stile, interpretando piuttosto nelle loro canzoni temi come la gioia di vivere cubana, l’amore, il ballo e la festa. Questo è anche ciò che il suo pubblico ama e che nei carnevali, nei party e nelle discoteche accompagna la voglia di far festa. I gruppi cubani creano continuamente nuova musica e lavorano incessantemente per avere il riconoscimento tra il pubblico internazionale.
http://www.youtube.com/watch?v=kShbdgxByjQ
Bachata
La Bachata è un genere musicale degli abitanti delle zone più popolari della Reppublica Dominicana. Si può dire che sia una derivazione del Bolero che è un genere cubano, ma più lento e ritmato.
Il genere si riconosce soprattutto dal suono caratteristico della chitarra.I borghesi all’inizio non ne volevano sapere e lo chiamarono bachata per esprimere il loro disprezzo diretto alle feste della classe meno abbiente. Difatti ballare bachata era vietato sino a poco tempo fa. Ai tempi la bachata era associata al mondo della delinquenza, della povertà e della prostituzione. Le cause non sono molto chiare, ma sono sicuramente legate alle differenze sociali , alla tradizione e alla modernità.
Era così dura la lotta contro la bachata che solo un’ unica stazione radio si azzardava a trasmetterla. Tuttavia, come sempre accade, quando qualcosa è relegato si consolida di più. Costretta a vivere nel buio, la bachata racconta storie di quel mondo basso: le esperienze dell’amante di una prostituta, il povero ragazzo di provincia che arriva in città e finisce male, la mancanza d’acqua e di elettricità nelle case più povere, ecc., tutto questo cantato con doppi sensi e molti riferimenti al sesso.
Tutto questo fino al giorno in cui arrivò Blas Duran, un cabarettista bachatero maestro dei doppi sensi, che portò la bachata fuori dall’isolamento quando registrò, per la prima volta, con chitarra elettrica nel 1987. Poi giunsero Anthony Santos ed altri bachateros che cominciarono a registrare brani dal contenuto più romantico ed accettabile a livello commerciale. Inoltre, negli ultimi due anni, la bachata si è fusa anche con altri generi come il vallenato (Colombia) creando un ritmo stile Monchy & Alexandra, oppure con l’ R&B stile Aventura.
La Bachata è sempre stata in circolazione ma la sua popolarità è diventata mondiale grazie al successone del brano “Obsesion” degli Aventura. Oggi come oggi la bachata piace a chiunque e la maggior parte delle canzoni sono lamenti per un’amore perduto. E’ sentita in tutta Latinoamerica, negli USA e in Europa, ovunque si trovi un dominicano.
http://www.youtube.com/watch?v=9kw66Mbksd8
Il genere si riconosce soprattutto dal suono caratteristico della chitarra.I borghesi all’inizio non ne volevano sapere e lo chiamarono bachata per esprimere il loro disprezzo diretto alle feste della classe meno abbiente. Difatti ballare bachata era vietato sino a poco tempo fa. Ai tempi la bachata era associata al mondo della delinquenza, della povertà e della prostituzione. Le cause non sono molto chiare, ma sono sicuramente legate alle differenze sociali , alla tradizione e alla modernità.
Era così dura la lotta contro la bachata che solo un’ unica stazione radio si azzardava a trasmetterla. Tuttavia, come sempre accade, quando qualcosa è relegato si consolida di più. Costretta a vivere nel buio, la bachata racconta storie di quel mondo basso: le esperienze dell’amante di una prostituta, il povero ragazzo di provincia che arriva in città e finisce male, la mancanza d’acqua e di elettricità nelle case più povere, ecc., tutto questo cantato con doppi sensi e molti riferimenti al sesso.
Tutto questo fino al giorno in cui arrivò Blas Duran, un cabarettista bachatero maestro dei doppi sensi, che portò la bachata fuori dall’isolamento quando registrò, per la prima volta, con chitarra elettrica nel 1987. Poi giunsero Anthony Santos ed altri bachateros che cominciarono a registrare brani dal contenuto più romantico ed accettabile a livello commerciale. Inoltre, negli ultimi due anni, la bachata si è fusa anche con altri generi come il vallenato (Colombia) creando un ritmo stile Monchy & Alexandra, oppure con l’ R&B stile Aventura.
La Bachata è sempre stata in circolazione ma la sua popolarità è diventata mondiale grazie al successone del brano “Obsesion” degli Aventura. Oggi come oggi la bachata piace a chiunque e la maggior parte delle canzoni sono lamenti per un’amore perduto. E’ sentita in tutta Latinoamerica, negli USA e in Europa, ovunque si trovi un dominicano.
http://www.youtube.com/watch?v=9kw66Mbksd8
Hip Hop
All'inizio degli anni '70 diverse radio di musica black iniziarono a suonare musica disco. Ci fu una rivolta della comunità afroamericana nei confronti di questo genere. L'hip hop sorse durante gli anni '70 dai block party di New York, dove si suonava musica funk, disco e soul.
I primi DJ di queste feste iniziarono ad isolare i break che comprendevano solo percussioni, ovvero le parti più danzabili, e ad estenderle con l'utilizzo del mixer audio e due dischi identici. Al tempo, la tecnica era già diffusa in Giamaica, dove veniva chiamata dub. L'importazione e la diffusione fu pertanto operata dalla comunità di immigrati giamaicani a New York, e tra questi uno tra i fondatori dell'hip hop, ovvero DJ Kool Herc. L'uso di estesi break formati da percussioni indusse lo sviluppo del mixaggio e delle tecniche di scratch, e successivamente alla diffusione deiremix.
Con la crescita della popolarità dell'hip hop, i performer iniziarono a parlare (rapping, tradotto in italiano come "rappare") in sincronia con il tempo del disco, questa pratica li fece successivamente conoscere come MC (Master of Ceremonies, maestro di cerimonie) o Emcee. The Herculoids, composti da Herc, Coke La Rock e Clark Kent, furino i primi a raggiungere una certa fama ma un po' in tutti gli USA andarono formandosi team di MCs, frequentemente composti da ex membri di gang come nel caso della Universal Zulu Nation di Afrika Bambaataa (attualmente una vasta organizzazione internazionale).
The Herculoids e gli altri artisti pionieri catalizzavano l'attenzione sulla presntazione di sé stessi ed altri ospiti al pubblico (l'origine dell'abitudine ancora in vigore chiamata "shouting out" ovvero l'annunciarsi tipico della prima parte dei dischi di hip hop). Questi primi team di MC spesso si esibivano per diverse ore di seguito, con un po' di improvvisazione ed un semplice beat 4/4, assieme ad alcuni semplici cori da utilizzare nei momenti in cui occorreva riorganizzare le idee, uno degli esempi più diffusi di questo tipo di cori è "one, two, three, y'all, to the beat, y'all".
Successivamente, gli MC svilupparono diverse varianti sul loro approccio ritmico e vocale, assommando brevi rime spesso a sfondo sessuale o scatologico, nel tentativo di distinguersi e nello stesso tempo di intrattenere il pubblico. Questi primi rap liriche simili alle rime della cultura afroamericana (vedi radici dell'hip hop), come i dozens.
Durante i primi anni '70, la breakdance si sviluppò nei block party, quando i cosiddetti b-boys e b-girls iniziarono a danzare di fronte al pubblico in un ballo fatto di uno stile distintivo e frenetico. Questo stile fu documentato dalla pubblicazione in tutto il mondo del documentario Beat Street.
http://www.youtube.com/watch?v=P5pUPfafu8k
I primi DJ di queste feste iniziarono ad isolare i break che comprendevano solo percussioni, ovvero le parti più danzabili, e ad estenderle con l'utilizzo del mixer audio e due dischi identici. Al tempo, la tecnica era già diffusa in Giamaica, dove veniva chiamata dub. L'importazione e la diffusione fu pertanto operata dalla comunità di immigrati giamaicani a New York, e tra questi uno tra i fondatori dell'hip hop, ovvero DJ Kool Herc. L'uso di estesi break formati da percussioni indusse lo sviluppo del mixaggio e delle tecniche di scratch, e successivamente alla diffusione deiremix.
Con la crescita della popolarità dell'hip hop, i performer iniziarono a parlare (rapping, tradotto in italiano come "rappare") in sincronia con il tempo del disco, questa pratica li fece successivamente conoscere come MC (Master of Ceremonies, maestro di cerimonie) o Emcee. The Herculoids, composti da Herc, Coke La Rock e Clark Kent, furino i primi a raggiungere una certa fama ma un po' in tutti gli USA andarono formandosi team di MCs, frequentemente composti da ex membri di gang come nel caso della Universal Zulu Nation di Afrika Bambaataa (attualmente una vasta organizzazione internazionale).
The Herculoids e gli altri artisti pionieri catalizzavano l'attenzione sulla presntazione di sé stessi ed altri ospiti al pubblico (l'origine dell'abitudine ancora in vigore chiamata "shouting out" ovvero l'annunciarsi tipico della prima parte dei dischi di hip hop). Questi primi team di MC spesso si esibivano per diverse ore di seguito, con un po' di improvvisazione ed un semplice beat 4/4, assieme ad alcuni semplici cori da utilizzare nei momenti in cui occorreva riorganizzare le idee, uno degli esempi più diffusi di questo tipo di cori è "one, two, three, y'all, to the beat, y'all".
Successivamente, gli MC svilupparono diverse varianti sul loro approccio ritmico e vocale, assommando brevi rime spesso a sfondo sessuale o scatologico, nel tentativo di distinguersi e nello stesso tempo di intrattenere il pubblico. Questi primi rap liriche simili alle rime della cultura afroamericana (vedi radici dell'hip hop), come i dozens.
Durante i primi anni '70, la breakdance si sviluppò nei block party, quando i cosiddetti b-boys e b-girls iniziarono a danzare di fronte al pubblico in un ballo fatto di uno stile distintivo e frenetico. Questo stile fu documentato dalla pubblicazione in tutto il mondo del documentario Beat Street.
http://www.youtube.com/watch?v=P5pUPfafu8k
Danza Orientale
Il termine “danza del ventre” fu coniato dai viaggiatori occidentali che si recavano in oriente nel XIX secolo. Le prime volte che videro le danzatrici orientali esibirsi essi furono talmente impressionati dai movimenti isolati dell’addome e del bacino che cominciarono a chiamarla “danza del ventre”.
In Francia prese il nome di “dance du ventre”, in America di “belly dance”, in Grecia di “cifte telli” (che è anche il nome di un ritmo turco), in Turchia di “rakkase” ed in Egitto di “raqs sharqi”. Tuttavia in Egitto, nella definizione di questa danza, si distingue tra “Raqs Baladi” e “Raqs Sharqi”. Con il primo termine si indica il tipo di danza che eseguono le donne, i bambini e le danzatrici meno istruite nelle feste familiari e di strada.
E’ la danza del popolo e ne rispecchia lo spirito. In essa trovano espressione al contempo la gioia di vivere, la malinconia ed il dolore. Il secondo termine tradotto alla lettera significa “danza dell’Est o danza orientale” in contrapposizione alle danze occidentali dette “Raqs Garbi”. In linea di massima il raqs sharqi si balla con gli stessi movimenti del raqs baladi solo più raffinati e con un repertorio più vasto ed un livello artistico più alto.
L’interesse occidentale verso questa insolita danza si venne a sviluppare intorno ai primi dell’800 grazie al grande interesse verso la riscoperta degli antichi splendori del Popolo dei Faraoni!
Il primo grande locale di musica tradizionale egiziana, chiamato “Casino Opera” , fu realizzato al Cairo nel 1926 ad opera di Badia Masabni, la “madre” della danza orientale. Questa danzatrice, di origine libanese, elaborò per prima la sequenza coreografica nella danza che fino ad allora si basava sulla libera improvvisazione delle singole danzatrici. Mentre risale al 1956 la nascita della prima Compagnia Folcloristica dell’Egitto, la leggendaria “Reda Troup” il cui fondatore è appunto Mahmoud Reda.
Confinata per un certo periodo nel cabaret dal gusto del colonialismo occidentale, la danza orientale araba ha ripreso il suo ruolo riproponendosi come arte popolare attraverso l’impegno che alcune grandi artiste hanno profuso nello studio della tradizione di tale tecnica raffinatissima basata sulla separazione dei movimenti, tanto che non solo il ventre, ma il collo, le mani, le spalle, le anche, gli sguardi e persino i capelli sono elementi fondamentali dell’interpretazione artistica.
Danzatrici superbe quali Taheya Carioca, Samiya Gamal, Nadia Jamal e Nagwa Fuad seppero far uscire la danza del ventre dagli stereotipi imposti dall’occidente e utilizzati in esecuzioni ambigue, restituendo a questa antichissima espressione il suo valore e promuovendola come disciplina artistica attraverso la fondazione di accademie di ballo che la nobilitassero e la mettessero finalmente a livello di tutte le altre danze.
http://www.youtube.com/watch?v=qpPlYlMCiNc
In Francia prese il nome di “dance du ventre”, in America di “belly dance”, in Grecia di “cifte telli” (che è anche il nome di un ritmo turco), in Turchia di “rakkase” ed in Egitto di “raqs sharqi”. Tuttavia in Egitto, nella definizione di questa danza, si distingue tra “Raqs Baladi” e “Raqs Sharqi”. Con il primo termine si indica il tipo di danza che eseguono le donne, i bambini e le danzatrici meno istruite nelle feste familiari e di strada.
E’ la danza del popolo e ne rispecchia lo spirito. In essa trovano espressione al contempo la gioia di vivere, la malinconia ed il dolore. Il secondo termine tradotto alla lettera significa “danza dell’Est o danza orientale” in contrapposizione alle danze occidentali dette “Raqs Garbi”. In linea di massima il raqs sharqi si balla con gli stessi movimenti del raqs baladi solo più raffinati e con un repertorio più vasto ed un livello artistico più alto.
L’interesse occidentale verso questa insolita danza si venne a sviluppare intorno ai primi dell’800 grazie al grande interesse verso la riscoperta degli antichi splendori del Popolo dei Faraoni!
Il primo grande locale di musica tradizionale egiziana, chiamato “Casino Opera” , fu realizzato al Cairo nel 1926 ad opera di Badia Masabni, la “madre” della danza orientale. Questa danzatrice, di origine libanese, elaborò per prima la sequenza coreografica nella danza che fino ad allora si basava sulla libera improvvisazione delle singole danzatrici. Mentre risale al 1956 la nascita della prima Compagnia Folcloristica dell’Egitto, la leggendaria “Reda Troup” il cui fondatore è appunto Mahmoud Reda.
Confinata per un certo periodo nel cabaret dal gusto del colonialismo occidentale, la danza orientale araba ha ripreso il suo ruolo riproponendosi come arte popolare attraverso l’impegno che alcune grandi artiste hanno profuso nello studio della tradizione di tale tecnica raffinatissima basata sulla separazione dei movimenti, tanto che non solo il ventre, ma il collo, le mani, le spalle, le anche, gli sguardi e persino i capelli sono elementi fondamentali dell’interpretazione artistica.
Danzatrici superbe quali Taheya Carioca, Samiya Gamal, Nadia Jamal e Nagwa Fuad seppero far uscire la danza del ventre dagli stereotipi imposti dall’occidente e utilizzati in esecuzioni ambigue, restituendo a questa antichissima espressione il suo valore e promuovendola come disciplina artistica attraverso la fondazione di accademie di ballo che la nobilitassero e la mettessero finalmente a livello di tutte le altre danze.
http://www.youtube.com/watch?v=qpPlYlMCiNc
Santeria
AGGO’ ILE’ ! AGGO’ YA ! AGGO’ OLOFI ! OLOUM MBAA !
Non si può iniziare a parlare di Santeria senza invocare con questa frase le divinità per avere il permesso di cantare e pregare senza che nessuno di loro si offenda
La Santeria cubana o "Regla de Ocha", fa parte di quei culti afro-americani derivanti da un processo di sincretismo culturale, che ha amalgamato e contaminato la religione degli schiavi africani deportati sul continente americano ed il cattolicesimo dei coloni bianchi, ma anche le diverse culture nere fra loro. E' nata dall'incontro, fra la religione yoruba delle etnie di schiavi provenienti dal sud-ovest della Nigeria, ed il Cattolicesimo dei coloni europei.
La religione yoruba è caratterizzata dal culto di varie divinità (orishas), che formano un Pantheon (insieme i divinità) molto popolato e dal culto dei morti. L’incontro tra le due religioni determina così, la nascita di una religione meticcia. Lo stesso termine Santeria, denuncia immediatamente tale origine sincretica, attraverso il riferimento ai Santi di origine cattolica, associati e variamente identificati con gli orishas Viene quindi a stabilirsi un processo di corrispondenze tra le divinità africane e le figure sacre cattoliche, dal quale emergono nuove figure divine: santos. Non si può conoscere la santeria e apprezzarla in tutto il suo apparato tradizionale se non ci si cala nella mentalità cubana. La santeria non è solo una religione, ma uno stile di vita, un modo per conoscere il mondo circostante. E' una religione fatta di elementi naturali, di mare, fuoco, vento, sole e fulmine. Il mondo è un insieme di spiriti nell'incontro tra cattolicesimo e credenze africane.
ALCUNI ESEMPI DI ORISHAS :
Elegguà: è colui che apre e chiude il cammino e possiede la chiave della felicità e dell'infelicità. Rappresenta la vita e la morte, l'inizio e la fine, il giorno e la notte; si situa a metà strada tra esseri umani e gli esseri divini. Viene personificato con un bambino, messaggero capriccioso, ma anche ingenuo tra i due mondi. Il suo strumento è il Garavato, realizzato in legno di guayaba, utilizzato per aprire e chiudere il passaggio. Si sincretizza con Sant'Antonio da Padova e la sua festa è il 13 giugno, i suoi colori sono il nero e rosso, ma possono essere anche il bianco e nero o il bianco e rosso.
http://www.youtube.com/watch?v=GFMa306jiHU
Obatalà: è il padre benevolo di tutti gli orishas, colui al quale Olofi diede il compito di organizzare il mondo e di creare l'umanità. E' la fonte primaria della purezza e della saggezza. Il suo colore rappresentativo è il bianco. Appare come giovane coraggioso, guerriero o come vecchio accasciato o vecchia incurvata e freddolosa. Si sincretizza con nostra Signora Mercedes e la sua festa è il 24 settembre
http://www.youtube.com/watch?v=nAdIJeOd2_0
Yemayà: è la madre della vita e padrona dell'acqua salata dei mari. Il suo colore è l'azzurro in tutte le tonalità e il bianco. È considerata una donna. Nella danza si esprime girando, agitando la gonna, come il mare in tutte le sue forme. Si sincretizza con la Vergine de la Regla, padrona dei marinai e del porto de l'Habana. La sua festa è il 7 settembre.
http://www.youtube.com/watch?v=SYxjiYlbFiU
Oya Ansa: sorella di Yemayà e Ochùn, è padrona del fulmine, del temporale e della porta del cimitero in quanto dea della morte. Si caratterizza dagli atteggiamenti mascolini; guerriera instancabile, il suo carattere è forte e deciso ed il suo colore è il rosso vino. Si sincretizza con la Vergine del Carmen, la Calendaria e Santa Teresa d'Avila.
http://www.youtube.com/watch?v=E_UYgXKkNNs
Oggun: è il santo padrone dei metalli, è rappresentato come uomo corpulento dal carattere aspro e diffidente. Quando balla agita le braccia come se recidesse i rami del monte con il machete, la sua arma principale. I suoi colori sono il verde, lilla e nero ed è il secondo santo della Regla de Ocha. È il dio della guerra e del lavoro, il creatore di tutti gli strumenti di lavoro, come il martello, coltello ecc. Si sincretizza con San Pietro.
http://www.youtube.com/watch?v=bXJXRFB_ieg
Babalù Ayè: è uno degli Orishas più invocati dai fedeli nella Santeria, ma anche dai cattolici cubani. È il dio dell'infermità, delle epidemie, delle malattie della pelle. È il padre del mondo e viene considerato santo miracoloso. La sua festa è il 17 dicembre ed il suo giorno è il venerdì, per altri il mercoledì. Si sincretizza con San Lazzaro
http://www.youtube.com/watch?v=EllHs_s15SQ
Ochùn: padrona della sensualità, del fiume e del miele, le piace fare la civetta. Bella tra le belle, è la donna di Changò e la sua caratteristica è l'erotismo. I suoi colori sono il giallo oro ed il verde. Viene rappresentata come una mulatta bellissima che ride sempre, mostrando le sue braccia adorne di bracciali. Il suo attributo è l'abbebe (ventaglio), fatto di piume di pavone. Si sincretizza con Signora de la Caridad del Cobre. La sua festa è il 8 settembre.
http://www.youtube.com/watch?v=1t4glYEyx94
Changò: re dei re, è il dio del fuoco, dei fulmini, dei tuoni, del ballo e della virilità; padrone dei tamburi Batà. Teme i morti, è bugiardo e narciso. I suoi colori sono il rosso ed il bianco. È rappresentato come un uomo vanitoso e orgoglioso della sua virilità: la sua arma è l'ascia con doppia lama e la spada. Quando danza finge di prendere il tuono e metterlo a terra o ai suoi genitali. Rotola come una palla di fuoco. È estremamente sensuale, giocherellone e per le donne irresistibile. Goloso di banane, polenta e quimbombo, ama i piaceri del palato. Si sincretizza in Santa Barbara.
http://www.youtube.com/watch?v=MgUCiMmfkn4
Non si può iniziare a parlare di Santeria senza invocare con questa frase le divinità per avere il permesso di cantare e pregare senza che nessuno di loro si offenda
La Santeria cubana o "Regla de Ocha", fa parte di quei culti afro-americani derivanti da un processo di sincretismo culturale, che ha amalgamato e contaminato la religione degli schiavi africani deportati sul continente americano ed il cattolicesimo dei coloni bianchi, ma anche le diverse culture nere fra loro. E' nata dall'incontro, fra la religione yoruba delle etnie di schiavi provenienti dal sud-ovest della Nigeria, ed il Cattolicesimo dei coloni europei.
La religione yoruba è caratterizzata dal culto di varie divinità (orishas), che formano un Pantheon (insieme i divinità) molto popolato e dal culto dei morti. L’incontro tra le due religioni determina così, la nascita di una religione meticcia. Lo stesso termine Santeria, denuncia immediatamente tale origine sincretica, attraverso il riferimento ai Santi di origine cattolica, associati e variamente identificati con gli orishas Viene quindi a stabilirsi un processo di corrispondenze tra le divinità africane e le figure sacre cattoliche, dal quale emergono nuove figure divine: santos. Non si può conoscere la santeria e apprezzarla in tutto il suo apparato tradizionale se non ci si cala nella mentalità cubana. La santeria non è solo una religione, ma uno stile di vita, un modo per conoscere il mondo circostante. E' una religione fatta di elementi naturali, di mare, fuoco, vento, sole e fulmine. Il mondo è un insieme di spiriti nell'incontro tra cattolicesimo e credenze africane.
ALCUNI ESEMPI DI ORISHAS :
Elegguà: è colui che apre e chiude il cammino e possiede la chiave della felicità e dell'infelicità. Rappresenta la vita e la morte, l'inizio e la fine, il giorno e la notte; si situa a metà strada tra esseri umani e gli esseri divini. Viene personificato con un bambino, messaggero capriccioso, ma anche ingenuo tra i due mondi. Il suo strumento è il Garavato, realizzato in legno di guayaba, utilizzato per aprire e chiudere il passaggio. Si sincretizza con Sant'Antonio da Padova e la sua festa è il 13 giugno, i suoi colori sono il nero e rosso, ma possono essere anche il bianco e nero o il bianco e rosso.
http://www.youtube.com/watch?v=GFMa306jiHU
Obatalà: è il padre benevolo di tutti gli orishas, colui al quale Olofi diede il compito di organizzare il mondo e di creare l'umanità. E' la fonte primaria della purezza e della saggezza. Il suo colore rappresentativo è il bianco. Appare come giovane coraggioso, guerriero o come vecchio accasciato o vecchia incurvata e freddolosa. Si sincretizza con nostra Signora Mercedes e la sua festa è il 24 settembre
http://www.youtube.com/watch?v=nAdIJeOd2_0
Yemayà: è la madre della vita e padrona dell'acqua salata dei mari. Il suo colore è l'azzurro in tutte le tonalità e il bianco. È considerata una donna. Nella danza si esprime girando, agitando la gonna, come il mare in tutte le sue forme. Si sincretizza con la Vergine de la Regla, padrona dei marinai e del porto de l'Habana. La sua festa è il 7 settembre.
http://www.youtube.com/watch?v=SYxjiYlbFiU
Oya Ansa: sorella di Yemayà e Ochùn, è padrona del fulmine, del temporale e della porta del cimitero in quanto dea della morte. Si caratterizza dagli atteggiamenti mascolini; guerriera instancabile, il suo carattere è forte e deciso ed il suo colore è il rosso vino. Si sincretizza con la Vergine del Carmen, la Calendaria e Santa Teresa d'Avila.
http://www.youtube.com/watch?v=E_UYgXKkNNs
Oggun: è il santo padrone dei metalli, è rappresentato come uomo corpulento dal carattere aspro e diffidente. Quando balla agita le braccia come se recidesse i rami del monte con il machete, la sua arma principale. I suoi colori sono il verde, lilla e nero ed è il secondo santo della Regla de Ocha. È il dio della guerra e del lavoro, il creatore di tutti gli strumenti di lavoro, come il martello, coltello ecc. Si sincretizza con San Pietro.
http://www.youtube.com/watch?v=bXJXRFB_ieg
Babalù Ayè: è uno degli Orishas più invocati dai fedeli nella Santeria, ma anche dai cattolici cubani. È il dio dell'infermità, delle epidemie, delle malattie della pelle. È il padre del mondo e viene considerato santo miracoloso. La sua festa è il 17 dicembre ed il suo giorno è il venerdì, per altri il mercoledì. Si sincretizza con San Lazzaro
http://www.youtube.com/watch?v=EllHs_s15SQ
Ochùn: padrona della sensualità, del fiume e del miele, le piace fare la civetta. Bella tra le belle, è la donna di Changò e la sua caratteristica è l'erotismo. I suoi colori sono il giallo oro ed il verde. Viene rappresentata come una mulatta bellissima che ride sempre, mostrando le sue braccia adorne di bracciali. Il suo attributo è l'abbebe (ventaglio), fatto di piume di pavone. Si sincretizza con Signora de la Caridad del Cobre. La sua festa è il 8 settembre.
http://www.youtube.com/watch?v=1t4glYEyx94
Changò: re dei re, è il dio del fuoco, dei fulmini, dei tuoni, del ballo e della virilità; padrone dei tamburi Batà. Teme i morti, è bugiardo e narciso. I suoi colori sono il rosso ed il bianco. È rappresentato come un uomo vanitoso e orgoglioso della sua virilità: la sua arma è l'ascia con doppia lama e la spada. Quando danza finge di prendere il tuono e metterlo a terra o ai suoi genitali. Rotola come una palla di fuoco. È estremamente sensuale, giocherellone e per le donne irresistibile. Goloso di banane, polenta e quimbombo, ama i piaceri del palato. Si sincretizza in Santa Barbara.
http://www.youtube.com/watch?v=MgUCiMmfkn4
Tango argentino
Verso la fine dell'Ottocento, sbarcarono nei porti sudamericani del Rio de la Plata, in fuga da guerre e carestie, ondate di emigranti italiani, francesi, ungheresi e di altre nazionalità. Carichi di speranze e aspettative, cercavano una nuova vita nella "Terra d'Argento", l'Argentina. Inizialmente, si trovarono a condurre una vita assai misera e piena di rimpianti, condividendo un destino di disillusione e disperazione, da cui ben presto emerse una speranza comune rappresentata da una volontà di fuga, sia pure soltanto momentanea, dall'oppressione, sentimento forte espresso in canzoni. Le canzoni cantavano la tristezza delle persone, ma anche la loro felicità e le loro gioie.
Cantavano la nostalgia e la distanza, ma anche le speranze e le aspirazioni. Cantavano la solitudine, ma anche la lealtà e la fratellanza nell'avversità. La canzone, come in tante altre parti del mondo, divenne la consolazione in musica dell'uomo. E la canzone richiede come suo completamento espressivo la danza ed è così che nel vicoli di Buenos Aires, è nato il tango.
Il tango divenne intenso, drammatico, malinconico. Il giro di bassi cadenzava la situazione di inerzia impotente che si rivelava agli occhi di quei suonatori del "ghetto" mentre la melodia traduceva le emozioni di coloro che la canzone cantava.
Uno dei più famosi tanghi è "La Cumparsita" di Gerardo Matos Rodriguez, scritta nel 1916, che descrive una piccola banda o processione di strada come quelle che si vedono durante il periodo di carnevale.
L'adolescenza del Tango era passata nelle osterie e nei bordelli di Buenos Aires. Gli adepti si incontravano in oscuri bar per bere, suonando e ballando in angoli scarsamente illuminati. La sensualità e l'eroticità del Tango fecero ben presto nascere l'identificazione fra la capacità di ballarlo bene e la mascolinità e il machismo. Gli uomini si insegnavano trucchi e segreti l'uno con l'altro, esercitandosi fra di loro prima di mostrare la propria abilità per attrarre e sedurre le ragazze nei bordelli.
La Legge per il suffragio universale del 1912 condusse ad una maggiore integrazione delle classi popolari e il tango conquistò una nuova libertà. Ma nonostante lo si potesse nuovamente danzare alla luce del sole, il tango aveva ormai acquisito il sapore di un frutto proibito. Ognuno voleva ballare. Ognuno voleva essere visto ballare. Era diventato più popolare di prima, aveva conquistato l'alta società, per cui vennero organizzate feste di tango e aperte sale da ballo per soddisfare la crescente domanda e la sua fama ben presto varcò i confini del Sud America.
Contemporaneamente il tango si diffuse in tutta Europa, causando pero’problemi ovunque veniva danzato. Si diceva infatti che il tango avesse piu’ a che vedere con la stimolazione sensuale ed erotica che con la danza.
A differenza dei balli di sala, il tango argentino autentico è caratterizzato da una vena introspettiva e di intimità con una particolare attenzione interamente incentrata sul proprio partner o sulle relazioni e interazioni tra i due danzatori. La coppia guarda dentro se stessa per ballare il tango.
La storia del tango continua ogni giorno nelle più piccole sale dei più sperduti villaggi così come sulle piste da ballo delle più importanti competizioni internazionali.
Il tango è una danza per tutte le stagioni della vita e per tutti. Per i più giovani è un approccio emozionante, sofisticato e sensuale alla danza di contatto. Per gli accademici è intellettualmente stimolante, per gli amanti della vita anche un gran divertimento. Per gli anziani possono è ugualmente apprezzabile e praticabile, dato che richiede uno sforzo energetico non superiore a quello di una passeggiata. Non esisterà mai un solo ballo che possa eguagliare l'attrattività universale del tango
http://www.youtube.com/watch?v=eHNz3vEnhUM
Cantavano la nostalgia e la distanza, ma anche le speranze e le aspirazioni. Cantavano la solitudine, ma anche la lealtà e la fratellanza nell'avversità. La canzone, come in tante altre parti del mondo, divenne la consolazione in musica dell'uomo. E la canzone richiede come suo completamento espressivo la danza ed è così che nel vicoli di Buenos Aires, è nato il tango.
Il tango divenne intenso, drammatico, malinconico. Il giro di bassi cadenzava la situazione di inerzia impotente che si rivelava agli occhi di quei suonatori del "ghetto" mentre la melodia traduceva le emozioni di coloro che la canzone cantava.
Uno dei più famosi tanghi è "La Cumparsita" di Gerardo Matos Rodriguez, scritta nel 1916, che descrive una piccola banda o processione di strada come quelle che si vedono durante il periodo di carnevale.
L'adolescenza del Tango era passata nelle osterie e nei bordelli di Buenos Aires. Gli adepti si incontravano in oscuri bar per bere, suonando e ballando in angoli scarsamente illuminati. La sensualità e l'eroticità del Tango fecero ben presto nascere l'identificazione fra la capacità di ballarlo bene e la mascolinità e il machismo. Gli uomini si insegnavano trucchi e segreti l'uno con l'altro, esercitandosi fra di loro prima di mostrare la propria abilità per attrarre e sedurre le ragazze nei bordelli.
La Legge per il suffragio universale del 1912 condusse ad una maggiore integrazione delle classi popolari e il tango conquistò una nuova libertà. Ma nonostante lo si potesse nuovamente danzare alla luce del sole, il tango aveva ormai acquisito il sapore di un frutto proibito. Ognuno voleva ballare. Ognuno voleva essere visto ballare. Era diventato più popolare di prima, aveva conquistato l'alta società, per cui vennero organizzate feste di tango e aperte sale da ballo per soddisfare la crescente domanda e la sua fama ben presto varcò i confini del Sud America.
Contemporaneamente il tango si diffuse in tutta Europa, causando pero’problemi ovunque veniva danzato. Si diceva infatti che il tango avesse piu’ a che vedere con la stimolazione sensuale ed erotica che con la danza.
A differenza dei balli di sala, il tango argentino autentico è caratterizzato da una vena introspettiva e di intimità con una particolare attenzione interamente incentrata sul proprio partner o sulle relazioni e interazioni tra i due danzatori. La coppia guarda dentro se stessa per ballare il tango.
La storia del tango continua ogni giorno nelle più piccole sale dei più sperduti villaggi così come sulle piste da ballo delle più importanti competizioni internazionali.
Il tango è una danza per tutte le stagioni della vita e per tutti. Per i più giovani è un approccio emozionante, sofisticato e sensuale alla danza di contatto. Per gli accademici è intellettualmente stimolante, per gli amanti della vita anche un gran divertimento. Per gli anziani possono è ugualmente apprezzabile e praticabile, dato che richiede uno sforzo energetico non superiore a quello di una passeggiata. Non esisterà mai un solo ballo che possa eguagliare l'attrattività universale del tango
http://www.youtube.com/watch?v=eHNz3vEnhUM
Samba
Il samba è una Brasile. È maschile "il samba" e non come spesso viene usato erroneamente(la samba).
Il Samba trova la sua origine a Salvador di Bahia, il porto dove venivano sbarcati gli schiavi rapiti nell'Africa occidentale. Alla sua formazione contribuirono le tradizioni musicali di varie etnie africane, soprattutto joruba e naghò
L'origine del samba è legato infatti alla formazione del candomblé, la religione sincretica afro-brasiliana che si formò a Bahia dall'incontro di queste varie etnie che, sottoposte alla cristianizzazione forzata, furono costrette a nascondere le loro credenze nei simboli del cattolicesimo.
A Rio il samba fu coltivato nella casa di Tia Ciata (Maria Hilaria Baptista de Almeida) a Praça Onze; Tia Ciata era una bajana trasferitasi a Rio, sacerdotessa del Candomblé e la sua casa era il punto di incontro dei più famosi sambisti Trascinante, effervescente, pieno di vitalità. È la colonna sonora del Brasile e del carnevale più famoso del mondo.
All'inizio il samba si afferma nelle zone rurali e in seguito in città, come il ritmo del candomblé, poi perde gradualmente questo suo carattere religioso per trasformarsi in un genere ballabile, molto praticato dalla gente più povera. Tanto che, a partire dalla fine dell'800, diventa una sorta di vessillo che la popolazione brasiliana di colore usa per affermare la propria identità culturale.
Fino all'inizio del Novecento il samba carioca non è gradito dalla borghesia della città. Anzi i sambisti, per lo più neri diseredati, sono considerati alla stregua di guerriglieri musicali e per questo perseguitati dalla polizia. Basta pensare che, fin verso gli anni '20, il Carnevale di Rio è riservato ad una élite. E proprio per questa sua impostazione discriminante, nel corso degli anni alla festa partecipano sempre più spesso i sambisti delle favelas, le baraccopoli, con il solo scopo di guastare il divertimento dei bianchi.
Allo stesso tempo, i compositori di samba, anche se tenuti ai margini della legalità, continuano a sognare che la loro musica venga universalmente accettata. Il miracolo, per così dire, si compie nel 1917, quando Ernesto Dos Santos, detto Donga, scrive "Pelo telefono", brano che apre la strada al samba-cançao, samba canzone, un genere più lento e melodico di quello del Carnevale.
La sua uscita coincide con un'ondata nazionalista che vuole liberare il paese dalle ecessive influenze portoghesi. Così ricchi e poveri si riuniscono sotto questa neonata identità musicale, quasi fosse una bandiera. Nel giro di pochi anni, il genere si diffonde prima via radio e poi diventa il ritmo del Carnevale che, curiosamente, a sua volta era nato come festa della liberazione.
http://www.youtube.com/watch?v=THk5GB3JYG4
Il Samba trova la sua origine a Salvador di Bahia, il porto dove venivano sbarcati gli schiavi rapiti nell'Africa occidentale. Alla sua formazione contribuirono le tradizioni musicali di varie etnie africane, soprattutto joruba e naghò
L'origine del samba è legato infatti alla formazione del candomblé, la religione sincretica afro-brasiliana che si formò a Bahia dall'incontro di queste varie etnie che, sottoposte alla cristianizzazione forzata, furono costrette a nascondere le loro credenze nei simboli del cattolicesimo.
A Rio il samba fu coltivato nella casa di Tia Ciata (Maria Hilaria Baptista de Almeida) a Praça Onze; Tia Ciata era una bajana trasferitasi a Rio, sacerdotessa del Candomblé e la sua casa era il punto di incontro dei più famosi sambisti Trascinante, effervescente, pieno di vitalità. È la colonna sonora del Brasile e del carnevale più famoso del mondo.
All'inizio il samba si afferma nelle zone rurali e in seguito in città, come il ritmo del candomblé, poi perde gradualmente questo suo carattere religioso per trasformarsi in un genere ballabile, molto praticato dalla gente più povera. Tanto che, a partire dalla fine dell'800, diventa una sorta di vessillo che la popolazione brasiliana di colore usa per affermare la propria identità culturale.
Fino all'inizio del Novecento il samba carioca non è gradito dalla borghesia della città. Anzi i sambisti, per lo più neri diseredati, sono considerati alla stregua di guerriglieri musicali e per questo perseguitati dalla polizia. Basta pensare che, fin verso gli anni '20, il Carnevale di Rio è riservato ad una élite. E proprio per questa sua impostazione discriminante, nel corso degli anni alla festa partecipano sempre più spesso i sambisti delle favelas, le baraccopoli, con il solo scopo di guastare il divertimento dei bianchi.
Allo stesso tempo, i compositori di samba, anche se tenuti ai margini della legalità, continuano a sognare che la loro musica venga universalmente accettata. Il miracolo, per così dire, si compie nel 1917, quando Ernesto Dos Santos, detto Donga, scrive "Pelo telefono", brano che apre la strada al samba-cançao, samba canzone, un genere più lento e melodico di quello del Carnevale.
La sua uscita coincide con un'ondata nazionalista che vuole liberare il paese dalle ecessive influenze portoghesi. Così ricchi e poveri si riuniscono sotto questa neonata identità musicale, quasi fosse una bandiera. Nel giro di pochi anni, il genere si diffonde prima via radio e poi diventa il ritmo del Carnevale che, curiosamente, a sua volta era nato come festa della liberazione.
http://www.youtube.com/watch?v=THk5GB3JYG4
Conga
il termine deriva dall'africano "conja", che al plurale indica dei grandi tamburi che venivano usati in occasione dell'incoronazione dei capi tribù e di altre solenni ricorrenze ed è una danza portata a Cuba dagli africani.
Inizialmente si ballava durante il carnevale, ma col tempo ebbe larga diffusione ed entrò nelle abitudini della popolazione che la ballava in ogni occasione di festa ed il ritmo di questo ballo è segnato prevalentemente da strumenti di percussione. All'inizio veniva ballato dalla folla festante, per le strade e nelle piazze come durante il "Dìa de Reyes".
Ballavano esperti ballerini che invitavano i passanti e gli spettatori ad unirsi al corteo, formando così una folla allegra che ballava liberamente.
http://www.youtube.com/watch?v=iAo0IHhynwM
Inizialmente si ballava durante il carnevale, ma col tempo ebbe larga diffusione ed entrò nelle abitudini della popolazione che la ballava in ogni occasione di festa ed il ritmo di questo ballo è segnato prevalentemente da strumenti di percussione. All'inizio veniva ballato dalla folla festante, per le strade e nelle piazze come durante il "Dìa de Reyes".
Ballavano esperti ballerini che invitavano i passanti e gli spettatori ad unirsi al corteo, formando così una folla allegra che ballava liberamente.
http://www.youtube.com/watch?v=iAo0IHhynwM
Bolero
è uno dei balli spagnoli più importanti e fu proprio attraverso i colonizzatori e sotto l'influsso delle tradizioni africane impiantatesi in loco, fu completamente trasformato, sia attraverso la semplificazione delle figure, sia attraverso la contaminazione del Son.
La particolarità del Bolero cubano consiste nella natura di ballo inspiegabilmente lento. Infatti, nato come danza romantica, veniva considerata una piacevole pausa fra tanti balli veloci. I giovani lo ballavano abbracciati, completamente rilassati ed in atteggiamenti quasi amorosi.
La particolarità del Bolero cubano consiste nella natura di ballo inspiegabilmente lento. Infatti, nato come danza romantica, veniva considerata una piacevole pausa fra tanti balli veloci. I giovani lo ballavano abbracciati, completamente rilassati ed in atteggiamenti quasi amorosi.
Mambo
A determinare la struttura del Mambo sono stati soprattutto due fattori: l'evoluzione degli strumenti musicali e l'introduzione di motivi sincopati nella parte finale del Danzon.
Maracas, bongo, tamburo e guiro, uniti alla tromba (strumento tipico del Jazz), hanno dato, sul piano stilistico, la migliore soluzione possibile al discorso "percussioni". Nel corso degli anni, sono state create centinaia di figure, che consentono alla coppia di ballare sul posto o di spostarsi lungo le quattro pareti della pista, con risultati sempre diversi.
Alcuni affermano che il primissimo esempio di Mambo, lo si può far risalire al violoncellista cubano Oreste Lopez, che nel 1938 compose un Danzon, battezzato con il nome "Mambo" appunto.
Questo brano aveva di nuovo e di diverso un motivo marcatamente sincopato. Il Mambo diventò internazionale alla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto grazie a Celia Cruz, l'interprete di "Guantanamera". Il padre del Mambo è il musicista cubano Darnase Perez Prado, nato a Matanzas il 1922, pianista, compositore e direttore d"orchestra, che trasferitosi a New York fu incoronato Re del Mambo ("Que rico el Mambo" e "Mambo n.5").
Il Mambo, dopo aver conquistato i giovani americani con il suo ritmo incalzante, fu portato in Europa che con la briosità della danza e della relativa musica, si adattavano perfettamente al clima di rinascita e alla voglia di ricostruzione del dopoguerra.
http://www.youtube.com/watch?v=Oqc1bAwMsrU
Maracas, bongo, tamburo e guiro, uniti alla tromba (strumento tipico del Jazz), hanno dato, sul piano stilistico, la migliore soluzione possibile al discorso "percussioni". Nel corso degli anni, sono state create centinaia di figure, che consentono alla coppia di ballare sul posto o di spostarsi lungo le quattro pareti della pista, con risultati sempre diversi.
Alcuni affermano che il primissimo esempio di Mambo, lo si può far risalire al violoncellista cubano Oreste Lopez, che nel 1938 compose un Danzon, battezzato con il nome "Mambo" appunto.
Questo brano aveva di nuovo e di diverso un motivo marcatamente sincopato. Il Mambo diventò internazionale alla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto grazie a Celia Cruz, l'interprete di "Guantanamera". Il padre del Mambo è il musicista cubano Darnase Perez Prado, nato a Matanzas il 1922, pianista, compositore e direttore d"orchestra, che trasferitosi a New York fu incoronato Re del Mambo ("Que rico el Mambo" e "Mambo n.5").
Il Mambo, dopo aver conquistato i giovani americani con il suo ritmo incalzante, fu portato in Europa che con la briosità della danza e della relativa musica, si adattavano perfettamente al clima di rinascita e alla voglia di ricostruzione del dopoguerra.
http://www.youtube.com/watch?v=Oqc1bAwMsrU
Cha Cha Cha
Sul significato dell'espressione "Cha Cha Cha" ci sono diverse ipotesi: la prima afferma che la voce "Cha Cha Cha" sta ad indicare il ritmo specifico del ballo, ovvero che rappresenta il suono di uno strumento di accompagnamento (qualunque esso sia stato), che all'origine ne segnava la cadenza.
La seconda ipotesi si rifà al suono ritmico delle scarpe sul pavimento durante l'esecuzione del triplo passo, ciò ci fa pensare ad una danza eseguita non all'aperto, ma in locali con pavimenti ben levigati. Molti considerano questo ballo una derivazione del Mambo in chiave moderata, mentre altri affermano che esso derivi direttamente dal Danzon.
Il Cha Cha Cha è diventato uno dei più famosi generi musicali e dei più grandi balli di tutti i tempi e si diffuse sia come musica che come ballo a partire dagli anni '50, si formarono orchestre e gruppi specializzati con un alto numero di componenti, addirittura fino a quindici.
http://www.youtube.com/watch?v=NWrZXehnkAg
La seconda ipotesi si rifà al suono ritmico delle scarpe sul pavimento durante l'esecuzione del triplo passo, ciò ci fa pensare ad una danza eseguita non all'aperto, ma in locali con pavimenti ben levigati. Molti considerano questo ballo una derivazione del Mambo in chiave moderata, mentre altri affermano che esso derivi direttamente dal Danzon.
Il Cha Cha Cha è diventato uno dei più famosi generi musicali e dei più grandi balli di tutti i tempi e si diffuse sia come musica che come ballo a partire dagli anni '50, si formarono orchestre e gruppi specializzati con un alto numero di componenti, addirittura fino a quindici.
http://www.youtube.com/watch?v=NWrZXehnkAg
Rumba
Il contesto in cui apparve la Rumba intesa come festa collettiva e profana( da qui il termine RUMBEAR che descrive l’attività del ballare , di festeggiare e di divertirsi del cubano ) risale all’anno in cui fu dichiarata la fine della tratta degli schiavi , quando cioè un grande numero di persone divenne finalmente libero.
La Rumba è uno stato d’animo , un’attitudine , un’atmosfera…..La Rumba è una festa alla quale ognuno partecipa.
L’ambiente iniziale della Rumba , fu quello dei cortili , degli isolati e dei punti di riunione , situati nei quartieri suburbani.
Puo’ essere suonata battendo il ritmo su tamburi , su casse di legno , su cassetti di un comodino con dei bastoni. La Rumba è nata nelle province di Matanzas alla fine del secolo XVII. Si è sviluppata poi in tutta Cuba nella metà del del secolo XIX propagandosi dall’Havana fino a Santiago.
Qualunque sia la sua forma, la Rumba comporta un canto , una danza e delle percussioni. E’ l’espressione più bella e vera del folcrore cubano. Le origini melodiche sono attribuite agli Spagnoli e piu’ precisamente agli Andalusi. La paternità ritmica è da attribuire all’Africa e piu’ precisamente all’etnia Bantu’. In effetti la Rumba discende dall’Africa dalle etnie congo e nacque come danza per la fertilità e come danza guerriera africana.
Esistono 3 principali generi di RUMBA :
IL GUAGANCO’
E’ sicuramente la forma piu’ conosciuta e la piu’ popolare . Si balla ad un tempo medio e rapido. Nel Guaganco’ ci si ispira al principio del VACUNAO, gesto simbolico dell’inseminazione dal quale la donna deve riuscire a sfuggire coprendosi le parti intime. Il gesto del VACUNAO viene fatto dall’uomo attraverso un movimento pelvico , o con un colpo dato con il piede o con la mano e la donna deve coprirsi con le mani e con la gonna.
Possiamo dire che il Guaganco’ è una vera e propria sfida tra uomo e donna.
La struttura è composta da tre sezioni. La prima parte è quella che si chiama Diana. E’ una parte melodica nella quale il cantante principale improvvisa delle parole . Questa sezione serve di introduzione e da la tonalità e il tempo al resto del brano . Di seguito il cantante passa al tema.
Il teso del Guaguanco’ narra degli eventi di vita quotidiana . Infine l’ultima parte risponde al principio della risposta : I coristi ripetono delle frasi brevi che il cantante principale improvvisa.
http://www.youtube.com/watch?v=DdgURtb83VM
LA COLUMBIA
Si è sviluppata nelle regioni interne di Cuba grazie agli afro-cubani che lavoravano nelle piantagioni di canna da zucchero della regione di Matanzas.
E’ sempre una sfida ma che coinvolge i soli uomini che si esibiscono singolarmente mostrando la loro bravura , il loro coraggio e soprattutto la loro forza ballando una musica caratterizzata da tempi forti e molto veloci. E’ cantata in un dialetto composto da parole spagnole ed africane.
Il danzatore si piazza davanti al percussionista che improvvisa dei modelli ritmici molto complessi e veloci .Qui possiamo assistere ad ogni cosa ! uomini che impugnano maceti e torce infuocate . La COLUMBIA rappresenta inoltre scene di vita quotidiana, dove l’importante comunque sta nell’effettuare il tutto in maniera virile , per dimostrare al pubblico la propria forza.
http://www.youtube.com/watch?v=rHNnQQlNs-s
http://www.youtube.com/watch?v=JO2Wk0r9wac
IL YAMBU’
A differenza della Columbia è un ballo con tempi molto lenti e come il Guaguanco’ viene ballato a coppia . Il danzatore imita i movimenti delle persone anziane con un dolce e delicato corteggiamento della propria partner, MA SENZA IL VACUNA !
Il cantante principale improvvisa molto spesso , le parole raccontano spesso eventi della vita quotidiana o vecchie storie
http://www.youtube.com/watch?v=1AVCloHURZI
La Rumba è uno stato d’animo , un’attitudine , un’atmosfera…..La Rumba è una festa alla quale ognuno partecipa.
L’ambiente iniziale della Rumba , fu quello dei cortili , degli isolati e dei punti di riunione , situati nei quartieri suburbani.
Puo’ essere suonata battendo il ritmo su tamburi , su casse di legno , su cassetti di un comodino con dei bastoni. La Rumba è nata nelle province di Matanzas alla fine del secolo XVII. Si è sviluppata poi in tutta Cuba nella metà del del secolo XIX propagandosi dall’Havana fino a Santiago.
Qualunque sia la sua forma, la Rumba comporta un canto , una danza e delle percussioni. E’ l’espressione più bella e vera del folcrore cubano. Le origini melodiche sono attribuite agli Spagnoli e piu’ precisamente agli Andalusi. La paternità ritmica è da attribuire all’Africa e piu’ precisamente all’etnia Bantu’. In effetti la Rumba discende dall’Africa dalle etnie congo e nacque come danza per la fertilità e come danza guerriera africana.
Esistono 3 principali generi di RUMBA :
IL GUAGANCO’
E’ sicuramente la forma piu’ conosciuta e la piu’ popolare . Si balla ad un tempo medio e rapido. Nel Guaganco’ ci si ispira al principio del VACUNAO, gesto simbolico dell’inseminazione dal quale la donna deve riuscire a sfuggire coprendosi le parti intime. Il gesto del VACUNAO viene fatto dall’uomo attraverso un movimento pelvico , o con un colpo dato con il piede o con la mano e la donna deve coprirsi con le mani e con la gonna.
Possiamo dire che il Guaganco’ è una vera e propria sfida tra uomo e donna.
La struttura è composta da tre sezioni. La prima parte è quella che si chiama Diana. E’ una parte melodica nella quale il cantante principale improvvisa delle parole . Questa sezione serve di introduzione e da la tonalità e il tempo al resto del brano . Di seguito il cantante passa al tema.
Il teso del Guaguanco’ narra degli eventi di vita quotidiana . Infine l’ultima parte risponde al principio della risposta : I coristi ripetono delle frasi brevi che il cantante principale improvvisa.
http://www.youtube.com/watch?v=DdgURtb83VM
LA COLUMBIA
Si è sviluppata nelle regioni interne di Cuba grazie agli afro-cubani che lavoravano nelle piantagioni di canna da zucchero della regione di Matanzas.
E’ sempre una sfida ma che coinvolge i soli uomini che si esibiscono singolarmente mostrando la loro bravura , il loro coraggio e soprattutto la loro forza ballando una musica caratterizzata da tempi forti e molto veloci. E’ cantata in un dialetto composto da parole spagnole ed africane.
Il danzatore si piazza davanti al percussionista che improvvisa dei modelli ritmici molto complessi e veloci .Qui possiamo assistere ad ogni cosa ! uomini che impugnano maceti e torce infuocate . La COLUMBIA rappresenta inoltre scene di vita quotidiana, dove l’importante comunque sta nell’effettuare il tutto in maniera virile , per dimostrare al pubblico la propria forza.
http://www.youtube.com/watch?v=rHNnQQlNs-s
http://www.youtube.com/watch?v=JO2Wk0r9wac
IL YAMBU’
A differenza della Columbia è un ballo con tempi molto lenti e come il Guaguanco’ viene ballato a coppia . Il danzatore imita i movimenti delle persone anziane con un dolce e delicato corteggiamento della propria partner, MA SENZA IL VACUNA !
Il cantante principale improvvisa molto spesso , le parole raccontano spesso eventi della vita quotidiana o vecchie storie
http://www.youtube.com/watch?v=1AVCloHURZI
Danzon
Fu inventato per prendere in giro la borghesia straniera, che nell'esecuzione della contraddanza era rigida e pesante nei movimenti.
Era un ballo lento che si divideva in due parti: l'introduzione ed il ballo vero e proprio. Durante l'introduzione, al suono di flauti e violini, la coppia si muoveva a braccetto mantenendo l'andatura tipica della passeggiata per arrivare poi al ballo vero e proprio, che consisteva in un unico passo base. Alla chiusura della frase musicale, si ripartiva dall'introduzione.
http://www.youtube.com/watch?v=SaYOuMWiiDA
Era un ballo lento che si divideva in due parti: l'introduzione ed il ballo vero e proprio. Durante l'introduzione, al suono di flauti e violini, la coppia si muoveva a braccetto mantenendo l'andatura tipica della passeggiata per arrivare poi al ballo vero e proprio, che consisteva in un unico passo base. Alla chiusura della frase musicale, si ripartiva dall'introduzione.
http://www.youtube.com/watch?v=SaYOuMWiiDA
